Fabrizio dorme. Qui tutto è tranquillo,fuori si sente la vita dopo l'inverno (e la nuvola del vulcano islandese). Oggi farei a meno di tutto,del sole,della giornata,degli amici e dei parenti. Farei a meno persino delle fragole con la panna. Oggi vorrei evitare qualsiasi cosa,di parlare soprattutto. E di sorridere. Mi rendo conto di quanto sia egoista,ma oggi per l'appunto è così. Potrei lagnarmi sul fatto di non avere niente da fare ma poi penso a quanto riuscirei scostante e allora credo che sia meglio così. Il problema è che mi sento appesantita,logorata,consu mata. Il problema è che non riesco a trovare decente neppure questo mese che pure ho aspettato tanto. Il problema è che mi divora una insoddisfazione che non trova nome,perchè forse non ha nome e magari non deve averne. Mi sono buttata tutta sullo studio e ho cercato di portare avanti quante più cose. E ora mi trovo qui,seduta sul letto, e il non fare niente mi angoscia.Ma il dovere fare qualcosa mi urta. Sono un pendolo. Aiutatemi a fermarmi in un punto.
mercoledì 5 maggio 2010
Ma in fin dei conti amore
Ma in fin dei conti,amore,come ho potuto essere così cieca?come ho potuto dubitare di te?I tuoi occhi accendono un temporale in piena estate, e la tua pelle è setificata sulla mia lingua. Se l'arco della mia esistenza non fosse così stupidamente riempito da vuoti di cose da fare,guardarti e saggiarti sarebbe tutt'uno. Chiedo unicamente a Dio il favore di vederci invecchiare insieme: che tu possa ed io possa continuare a guardare le nostre rughe moltiplicarsi,la vista abbassarsi,i capelli diventare bianchi. Possa la tua schiena incurvarsi più velocemente della mia. Perchè sarà come fare l'amore nel buio poterti offrire il braccio e scendere insieme "almeno un milione di scale".
Aspetti snervanti del mio carattere II
Io ho un carattere del cazzo. Siccome che ho un carattere del cazzo sono giustificata in tutti i miei modi di fare anche quando questi sono tali da rasentare la maleducazione. E' giusto?Io credo di no. Io credo che si debba prendere atto del proprio carattere del cazzo e cercare di farsi capire,d'accordo, ma anche di capire. Io non credo sia giusta l'asserzione "io sono così,prendere o lasciare" perchè implica una tale mancanza di voglia di crescere e di migliorarsi da rendere il soggetto in questione nulla di molto diverso da un piccolo Mahmud Ahmadinejad.
Il rispetto degli altri,capire le esigenze degli altri e le piccole cose che da queste esigenze derivano è anche e soprattutto il modo di mandare avanti una vita all'insegna della civiltà e della reciproca convivenza. Essere sicuri di ciò che si è e (di conseguenza) di ciò che si vuole, va benissimo ma ogni tanto dosare la propria insulsaggine/maleducazione non sarebbe affatto male. Dare per scontato che le persone più vicine a noi siano sempre lì pronte a capirci,a fare spallucce,perchè intanto appunto conoscono i nostri lati più beceri, è un errore, e anche bello grosso. Perchè poi magari si stufano. Ovviamente a noi la cosa può anche non tangere,non più del dovuto magari. Però prima o poi uno scotto si paga. Sempre.
Il rispetto degli altri,capire le esigenze degli altri e le piccole cose che da queste esigenze derivano è anche e soprattutto il modo di mandare avanti una vita all'insegna della civiltà e della reciproca convivenza. Essere sicuri di ciò che si è e (di conseguenza) di ciò che si vuole, va benissimo ma ogni tanto dosare la propria insulsaggine/maleducazione
4/04
E' inutile,ci saranno sempre quei maledetti momenti in cui continuerò a sentirmi di troppo. Sempre. Me ne accorgo quando il mio cuore diventa più recettivo,più assillante. Quando le cose più stupide sono campanelli d'allarme. Non ho mai preteso l'esclusiva,ma neanche essere fatta fuori mi piace. Ed il punto è che spesso tagliata fuori mi ci sento. D'accordo. La colpa è mia. Quando non sono chiamata. Quando sono data per scontata. Quando si pensa che accetto di tutto e non si capisce che a volte anche io posso farmi male e rimanerci male. Penso sempre che le reazioni sarebbero diverse a seconda della persona. Ma la colpa è mia e me la carico tutta sulle spalle. Perchè a volte,diventare improvvisamente indifferenti, è il primo passo per far vedere che la tua schiena non è di legno. Ma dentro io continuo a sentire un uragano.
31/03
Ho paura di avere paura. La paura mi avvelena dentro come una malattia,come un cancro. Striscia fino ad insinuarsi nelle crepe. Una volta dentro,le crepe diventano voragini. Forse un giorno saprò chiederti scusa. Scusa della mia insulsa paura. Scusa delle mie parolacce e della mia volgarità da battona di serie c1. Vorrei poterti spiegare perchè. Ma non lo so neanche io. Vorrei che capissi. Ma non capisco nemmeno io. Vorrei assicurarti sulla sincerità del mio sentimento. Ma ho paura di non essere creduta. E il bello è che in fondo non mi sento di crederci io pure.
30/03
Non so come accade o perchè accade. Ti cerco,è una ricerca assillante la mia. E proprio quando mi sembra di avere tutte le risposte arrivi tu a cambiare di nuovo le domande. Forse sono così abituata a cedere che mi sembra quasi impossibile provare ancora qualcosa che somigli vagamente a rabbia. Bè,lo è. Quasi fosse rimasta impigliata in una rete,la sento divincolarsi come una cagna idrofoba. Mi fa paura. Come i bambini hanno paura del buio.
13/o3
Ci sono giorni in cui piangeresti per un vuoto a rendere,giorni in cui non ha senso la direzione del fumo,o il modo in cui la cenere cade. Ci sono giorni in cui il pensiero è una caccia agli uccelli, è fango sul muro, è pisciare dietro una colonna. Rimani spiazzata quando tutto questo perde consistenza,diventa altro da te,un vapore bianco perso nei prime freddi del mattino. Fa male qualsiasi cosa in questi giorni:una voce,una volontà,una mancanza,una ottusità;è solo un pensiero che ritorna,una punta di spillo. Messa lì a pungolare proprio dove fa più piangere.
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