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mercoledì 5 maggio 2010

1/05

Fabrizio dorme. Qui tutto è tranquillo,fuori si sente la vita dopo l'inverno (e la nuvola del vulcano islandese). Oggi farei a meno di tutto,del sole,della giornata,degli amici e dei parenti. Farei a meno persino delle fragole con la panna. Oggi vorrei evitare qualsiasi cosa,di parlare soprattutto. E di sorridere. Mi rendo conto di quanto sia egoista,ma oggi per l'appunto è così. Potrei lagnarmi sul fatto di non avere niente da fare ma poi penso a quanto riuscirei scostante e allora credo che sia meglio così. Il problema è che mi sento appesantita,logorata,consumata. Il problema è che non riesco a trovare decente neppure questo mese che pure ho aspettato tanto. Il problema è che mi divora una insoddisfazione che non trova nome,perchè forse non ha nome e magari non deve averne. Mi sono buttata tutta sullo studio e ho cercato di portare avanti quante più cose. E ora mi trovo qui,seduta sul letto, e il non fare niente mi angoscia.Ma il dovere fare qualcosa mi urta. Sono un pendolo. Aiutatemi a fermarmi in un punto.
Ma in fin dei conti amore

Ma in fin dei conti,amore,come ho potuto essere così cieca?come ho potuto dubitare di te?I tuoi occhi accendono un temporale in piena estate, e la tua pelle è setificata sulla mia lingua. Se l'arco della mia esistenza non fosse così stupidamente riempito da vuoti di cose da fare,guardarti e saggiarti sarebbe tutt'uno. Chiedo unicamente a Dio il favore di vederci invecchiare insieme: che tu possa ed io possa continuare a guardare le nostre rughe moltiplicarsi,la vista abbassarsi,i capelli diventare bianchi. Possa la tua schiena incurvarsi più velocemente della mia. Perchè sarà come fare l'amore nel buio poterti offrire il braccio e scendere insieme "almeno un milione di scale".
Aspetti snervanti del mio carattere II

Io ho un carattere del cazzo. Siccome che ho un carattere del cazzo sono giustificata in tutti i miei modi di fare anche quando questi sono tali da rasentare la maleducazione. E' giusto?Io credo di no. Io credo che si debba prendere atto del proprio carattere del cazzo e cercare di farsi capire,d'accordo, ma anche di capire. Io non credo sia giusta l'asserzione "io sono così,prendere o lasciare" perchè implica una tale mancanza di voglia di crescere e di migliorarsi da rendere il soggetto in questione nulla di molto diverso da un piccolo Mahmud Ahmadinejad.
Il rispetto degli altri,capire le esigenze degli altri e le piccole cose che da queste esigenze derivano è anche e soprattutto il modo di mandare avanti una vita all'insegna della civiltà e della reciproca convivenza. Essere sicuri di ciò che si è e (di conseguenza) di ciò che si vuole, va benissimo ma ogni tanto dosare la propria insulsaggine/maleducazione non sarebbe affatto male. Dare per scontato che le persone più vicine a noi siano sempre lì pronte a capirci,a fare spallucce,perchè intanto appunto conoscono i nostri lati più beceri, è un errore, e anche bello grosso. Perchè poi magari si stufano. Ovviamente a noi la cosa può anche non tangere,non più del dovuto magari. Però prima o poi uno scotto si paga. Sempre.
4/04

E' inutile,ci saranno sempre quei maledetti momenti in cui continuerò a sentirmi di troppo. Sempre. Me ne accorgo quando il mio cuore diventa più recettivo,più assillante. Quando le cose più stupide sono campanelli d'allarme. Non ho mai preteso l'esclusiva,ma neanche essere fatta fuori mi piace. Ed il punto è che spesso tagliata fuori mi ci sento. D'accordo. La colpa è mia. Quando non sono chiamata. Quando sono data per scontata. Quando si pensa che accetto di tutto e non si capisce che a volte anche io posso farmi male e rimanerci male. Penso sempre che le reazioni sarebbero diverse a seconda della persona. Ma la colpa è mia e me la carico tutta sulle spalle. Perchè a volte,diventare improvvisamente indifferenti, è il primo passo per far vedere che la tua schiena non è di legno. Ma dentro io continuo a sentire un uragano.
31/03

Ho paura di avere paura. La paura mi avvelena dentro come una malattia,come un cancro. Striscia fino ad insinuarsi nelle crepe. Una volta dentro,le crepe diventano voragini. Forse un giorno saprò chiederti scusa. Scusa della mia insulsa paura. Scusa delle mie parolacce e della mia volgarità da battona di serie c1. Vorrei poterti spiegare perchè. Ma non lo so neanche io. Vorrei che capissi. Ma non capisco nemmeno io. Vorrei assicurarti sulla sincerità del mio sentimento. Ma ho paura di non essere creduta. E il bello è che in fondo non mi sento di crederci io pure.
30/03

Non so come accade o perchè accade. Ti cerco,è una ricerca assillante la mia. E proprio quando mi sembra di avere tutte le risposte arrivi tu a cambiare di nuovo le domande. Forse sono così abituata a cedere che mi sembra quasi impossibile provare ancora qualcosa che somigli vagamente a rabbia. Bè,lo è. Quasi fosse rimasta impigliata in una rete,la sento divincolarsi come una cagna idrofoba. Mi fa paura. Come i bambini hanno paura del buio.
13/o3

Ci sono giorni in cui piangeresti per un vuoto a rendere,giorni in cui non ha senso la direzione del fumo,o il modo in cui la cenere cade. Ci sono giorni in cui il pensiero è una caccia agli uccelli, è fango sul muro, è pisciare dietro una colonna. Rimani spiazzata quando tutto questo perde consistenza,diventa altro da te,un vapore bianco perso nei prime freddi del mattino. Fa male qualsiasi cosa in questi giorni:una voce,una volontà,una mancanza,una ottusità;è solo un pensiero che ritorna,una punta di spillo. Messa lì a pungolare proprio dove fa più piangere.
5/03

Mi sono alzata con un forte mal di testa e questa notte non ho dormito. Però sono andata a lezione. Ce la sto mettendo davvero tutta e mi sento cambiata. Si,ci sono sicuramente ancora molti lati di me che necessitano di una revisione ma sono sulla strada giusta. Oggi mi viene da sorridere persino su di te e penso che in fin dei conti non siamo poi così diversi. Sono sulla strada giusta. E' un ritorno e un ritorno non vuol dire sconfitta.
La soddisfazione è poca cosa davvero

Pericolosamente instabile,al momento trovo irritante persino un pollice verso. La malinconia ha ceduto alla pressione del sangue che mi ha triplicato la vena giugulare e in tutto ciò io ho ben poca consapevolezza de chi c'è e de chi non c'è. Dimentica del giusto mezzo con cui è cosa buona e giusta guardare quanta cazzo di acqua c'è nel bicchiere, troverei immensa soddisfazione nell'avere la prova definitiva che Dio esiste,per una sola volta, anche per due secondi. Soddisfazione che diventa frustrante più spesso di quanto io non voglia,o non dica o non faccia. E non mi basta più sapere che da qualche parte della mia Kinshasa qualcuno trovi meraviglioso spingermi su uno skate per una gara improvvisata,così,per il solo gusto di vedermi (e vederci) ridere. Le cose girano diversamente,altrove. Uno spazio che non sento mio e che pertanto non mi auguro di condividere a lungo,o troppo spesso a lungo. Non penetrerò mai abbastanza a fondo i vostri cervellini. Me ne farò una ragione. La protezione fa male,quando è fine a se stessa.
Amore

Dammi la prova che non è solo nei sogni che ci si può incontrare. Sto male e ogni dubbio è soffocante, è il vuoto che rovescia ogni contraddizione. Sono contenta di starti lontana. La vicinanza ha effetti devastanti,rompe gli equilibri. Ho paura di perdere il mio. Io sono Chiara e questo nessuno può cambiarlo. Basta così poco per essere felici,ma è questa stessa pochezza che mi annienta. Le parole vibrano e sembrano non bastare più. Il mio canto muore. Per tutte queste cose io scrivo. Perchè le mie parole arrivano lì dove la voce si spezza. Bisognebbe linciare chi per primo parlò di "se". Sono stati i "se" con la loro vuotezza e inconsistenza a far precipitare l'amore come i sassi di una frana.
Forse

Che se uno volesse essere pignolo,potrebbe vedere in lui tutti i difetti che Dio ha concesso agli uomini per farli volare basso. Però di queste crepe,di questa muffa che si è venuta a formare,a sedimentare anno dopo anno, io non voglio dire nulla. Non voglio sapere nulla. Anche quando non mi ascolta. Una conchiglia mi ha prestato più attenzione. E credo che il problema non sia neanche la sua voce. Così fastidiosamente cara,così tediosamente dolce. Forse potrei criticare il fatto che non abbia degli occhi cosi profondi. Già. O che il suo sorriso non mi apra una voragine nel cervello.
Forse dovrei solo ammettere a me stessa,che no,non so quale cazzo di motivo mi spinge ad amarlo al di là di ogni ragionevole dubbio. E forse (i forse sono magici perché lasciano aperte milioni di porte) non è detto che questa mia benedetta ignoranza sia del tutto fuori luogo. In fin dei conti,dice uno che se ne intendeva alla grande,amore e follia nacquero insieme.
Il treno ha fischiato

Avrò modo di rifarmi se finirà tutto. Potrò essere diversa senza di te. Potrò tornare a come quando ci siamo conosciuti,una ragazzina. Forse lo sono rimasta ragazzina,sai,la stessa che portava la 26 e che non mangiava nulla e che pensava che tu fossi uno stronzo che le avrebbe immancabilmente spezzato il cuore. Lo pensavo soprattutto quando i nostri baci bruciavano e facevano sanguinare gli angoli della bocca,quando le mani dovevano essere fermate e pure fermarle era odioso,era ingiusto,era incivile,era peccato. Si,era peccato e non fu peccato amarci come disperazione,come urla rabbiose,come spinte. Non fu peccato cercarci e brancolare nell'ansia,essere ciechi,essere sordi,essere come nati di nuovo ed imparare tutto di nuovo. Erano mani,bruciavano,tormentavano,erano chiod,i erano martelli sulle mie orecchie. La memoria si prende gioco di noi,è come un finestrino abbassato,un vecchio sporco finestrino di un vecchio sporco treno,dal quale ci si può solo affacciare e salutare. Tutto scorre all'indietro,una volta che il treno ha fischiato.
Tizio,Caio e Sempronio:una originale rilettura di Ben-Hur

Faccio il punto della situazione:sono le 10:00 della mattina,sono sola in casa e siccome il silenzio mi inquieta, la televisione è accesa (su italia 1 fanno l'A-team). Mi sono svegliata dopo una serie di sogni strani,dove in un'atmosfera rarefatta e surreale, a casa di Ben-Hur, abbiamo festeggiato il compleanno di un mio ex compagno di liceo. Mha. Comunque lo svegliarsi assai presto la mattina e stentare a prendere sonno la sera (specie se dormi in un letto non tuo) qualche lato positivo lo ha:per esempio puoi fermarti a riflettere su delle cose. Di queste riflessioni che ho fatto mentre scivolavo fra le braccia di Morfeo,voglio rendere partecipe chiunque leggerà questa nota. Tizio e Caio. Ci ho litigato. Forse loro non lo sanno,ma io si. Lo sappiamo io,le mie amiche e il mio ragazzo. E mi sono ripromessa di non rivolgergli più la parola. Perchè? Chiederlo è lecito:si sono comportati male. A mio giudizio,certo. L'amicizia è una cosa strana. Uno si prende la briga di comportarsi sempre bene (o almeno di arrischiarsi) e nessuno ci fa caso. E quando dico nessuno intendo nessuno. Come se fosse normale che la gente avesse di questi comportamenti. Come se fosse normale che dopo anni e anni che uno si conosce, che da conoscente passa ad "amico", un Tizio dimentica, un Tizio da per scontato che, un Tizio fa lo scaricabarile, un Caio non corre dietro a nessuno,perchè chi c'è c'è, e tutto quello che si ottiene è solo un'alzata di spalle,un "me ne ricorderò". Si,alla prossima puntata. Ti ci rode. E molto. E non capisci come cazzo fanno gli altri a fare spallucce. Avessero un tic? Se non altro sarebbero giustificati. Invece la cosa (che evidentemente non è ritenuta così grave e forse è davvero così) viene ovattata da un silenzio che è ancora più opprimente di quello che ho trovato stamattina appena aperti gli occhi. Ma ancora più opprimente è constatare che poi alla fine ci si comporta come se nulla fosse successo. E che quindi la coerenza di mantenere ferma la propria convinzione diventa una sorta di bischerata di cui magari parlare pure male. E quindi ecco che qualche dubbio fa capolino. Sono io che me la prendo troppo? Meglio di me vive Ben-Hur che accetta gli altri e le loro stranezze e i loro comportamenti che spesso lo escludono con un sorriso e un'alzata di spalle? Forse si. Sempronio. Rapporti sempre civili. Si opera. Lo si contatta per comunicargli l'idea di una visita. A mio avviso una cosa molto carina,considerato che in fin dei conti non è mio amico (in fin dei conti,io non sono conosciuta/considerata come "Ester" in quanto persona a se' stante e quindi - udite udite - dotata di una propria autonomia e personalità, ma come la ragazza di Ben-Hur; e facciamo pure finta che in fin dei conti ci possa stare). La cosa che non ho trovato carina è stata il modo di reagire di Sempronio,sparando una serie di cazzate sul fatto che uno bisogna che le cose se le senta dal cuore,che non bisogna farle per dovere eccetera eccetera e che sinceramente,anche volendo accogliere un suggerimento smorzapolemiche da parte di Quinto Arrio (e che cioè fosse un discorso in generale,)in quel momento non c'entrava proprio un cazzo. Da dire e da scrivere,specie se fino a quel momento non c'era stato nulla nei rapporti che giustificasse quella mirabolante torre di Babele di cazzate sul valore dell'amicizia. Non da uno come Sempronio comunque. Anche qui,come reagire?Io ci sono rimasta maluccio. Ma basterà? Dovrò anche qui inventarmi una dignitosa condotta o lasciarmi conquistare dal tic "fare spallucce" e fare finta di niente e comportarmi come se non fosse successo niente? Io,nata con la presuntuosa ambizione di rompere le palle al mio prossimo pur di non venire meno a quelli che considero i miei sacrosanti principi, con la falsità e l'incoerenza proprio non mi ci trovo. Però se invece di falsità e incoerenza parlassimo di "fare buon viso a cattivo gioco" forse un pensierino potrei farlo. Forse. Ma forse no.
Sembriamo una di quelle vecchie coppie stanche

Sembriamo una di quelle vecchie coppie stanche,
che si sono tenute per mano da quando Dio ha pisciato sul mondo.
Non abbiamo idea del perché proprio a noi,del perchè voglio dire,
sia successo che a forza di guardarci vivere ci siamo come consumati,
sai, come una di quelle vecchie candele che si tirano fuori quando va via la luce.
Eppure una volta pensavo che le tue mani reggessero il mondo e che i tuoi denti
fossero un'arma bellica di proporzioni mondiali.
Erano morsi.
Ed io ti stavo a guardare e intanto cominciavano le guerre e poi
finivano e ricominciavano ancora.
La verità è che siamo nati già rugosi,noi due,venuti al mondo
per scontrarci ed amarci e ed avere da ridire e spezzare una ad una le matite.
La verità è che siamo partiti già vinti,già stanchi,sapevamo tutto ancora prima
che tu mi succhiassi il labbro,ancora prima che io ti graffiassi la schiena.
Sembriamo ora proprio una di quelle vecchie coppie stanche,
gli anni di mia madre più gli anni di tuo padre,due irriducibili pezzenti che
vanno in giro per l'ultimo cicchetto di sigaretta o per un posto in mezzo ai cespugli
dove nessuno ha ancora pisciato.
A me fanno male le scarpe e la schiena e mi sento un rottame.
Seguirti non ce la faccio amore.
E così, sembriamo una di quelle vecchie coppie stanche,
gli anni di tuo padre più gli anni di mia madre.
Ma una volta tu reggevi il mondo e sulle mie labbra si combatteva una guerra.
Usciamo per un ultimo giro,a farci un cicchetto.
Ma a me fanno male le scarpe.
Credo

Credo di essere "guarita";credo di non pensarti più;credo di averti lasciato alle spalle,sorridendo. Credo che adesso sarà,almeno in parte, un pochino più facile vivere,andare avanti. Credo che non ammasserò più le lenzuola insoddisfatta,scalciando e protestando perché era solo un sogno. Credo di doverti delle scuse, perché non sono stata sincera:rabbia, mia rabbia,mi verrebbe da dire. Ma l'amore in fondo, è anche un po' rabbia, rancore e muso perché tu non capisci. Non capivi. Non hai mai capito. Ma se mi guardo adesso, so cosa vuol dire arrendersi. Mai la sconfitta è stata così soddisfacente, così voluta e così attesa. No, non ti penso più. E no, non mi manchi. E no, non ti verrò a cercare. Ti aspetto fuori dal sogno, questo si. Questo posso farlo. Non credo che me ne pentirò. Non credo,no.
Malinconia

Qualche mattina mi capita di svegliarmi all'improvviso, di guardarmi intorno e di ributtarmi fra le lenzuola con un colpo secco,ma malinconica e senza più sonno. Chissà come mai. Forse qualche volta sarà stato dovuto ad un sogno fatto e poi rimosso, ma di cui mi è rimasto dentro il sentore,una percezione lontanissima e vaga. Di certi sogni mi ricordo invece qualche cosa di più, come gli ulivi e un vento fresco e un cielo così azzurro da fare male agli occhi. Il risveglio è quasi traumatico. Lo è di più quando ti rendi conto che ti manca qualcosa, qualcuno. E tu lo cerchi e sai anche dov'è ma non puoi farci niente. Rimani a guardare il soffitto e ti chiedì se prima o poi ci sarà un non so che che cambierà le cose. O ti auguri che la prima a cambiare sarai proprio tu. E' solo una speranza, che ha lo stesso sapore dei sogni. Mandi giù la saliva e succhi bene la lingua, alla ricerca di quel gusto ormai andato. Ma tu lo vagheggi lo stesso. Perché in certi risvegli è l'unica cosa che puoi fare davvero.
Bodyguard di me stessa

Ho deciso di diventare bodyguard di me stessa. Questo perché prima o poi si scopre che a volte bisogna un po' autogestirsi e non lasciare fare sempre a chi di dovere. E' anche un ottimo modo per ammortizzare le botte. Ultimamente ne sto prendendo davvero tante e non riesco più a gestirle; ieri sono rimasta chiusa nel bagno a fissare il muro per dieci minuti di seguito, pensando a quale mattonella sfasciare con una capocciata secca alla Fiona (chi vuol capire capisca); oggi sto a pezzi e una canzone di Ligabue mi perseguita come il fantasma di Marley perseguitava l'avaro Ebenezer Scrooge:ancora devo capire perché certi fantasmi ti si radicano come l'herpes sul labbro superiore; ancora devo capire perchè non vanno mai via. A volte abbiamo solo bisogno di essere ascoltati e di parlare,parlare, parlare fino a sputare fuori tutto il macigno che ci sentiamo addosso, senza ma, se , si o forse! A volte ci aspetteremmo reazioni che poi non ci sono. A volte si rimane delusi e questo fa ancora più male. Io non credo che ci si renda veramente conto, a volte. E questo è l'unica cosa che mi tranquillizza.
Assenza

Adoro Vincenzo Cardarelli. Sono rimasta folgorata da lui da quando ho letto su un muro il celebre passo della poesia "Assenza". Ringrazio tutt'ora il monello che con una bomboletta spray ha immortalato su questo muro grigio e squallido di Civita un verso di una delle più belle poesie di tutti i tempi (a mio giudizio, ben'inteso): "e la tua assenza so quel che mi dice, la tua assenza che tumultuava nel vuoto che hai lasciato. Come una stella. Dice che non vuoi amarmi". E' una consapevolezza dolorosissima. Il sapere di non essere amati. Peggio,di non volere essere amati. Credo sia capitato a tutti, almeno una volta nella vita. Il rifiuto e quell'assenza che sembra veramente gravitarti attorno in una stanza vuota e non fermarsi. Se non per venirti a dire che non ti ama, che non ti vuole.
Consapevolezza appunto.

MIo Padre


Dicono che sono bianca. Troppo bianca. Che non mi abbronzerò mai, che tutt'al più diventerò rossa. Di solito mi chiedono anche che fattore di protezione ha la crema solare che uso. Quando scoprono che è 30, quasi con rabbia, mi fanno notare (come se non lo sapessi) che è troppo alta e che per forza che non mi coloro e che ce ne vorrebbe una più bassa ect ect ect. Oh bella, mi dispiace davvero che mia madre non si sia congiunta carnalmente con un brasiliano, cornificando mio padre. se l'avesse fatto, immagino la soddisfazione di esibire per tutto l'anno una bella pelle bronzina. A questo punto mi chiedo pure perché non si sia congiunta anche con un modello svedese (così avrei potuto essere più alta e più bionda e magari avere occhi azzurri) e con un premio nobel (dietro una grande donna c'è sempre una mente brillante). Mio padre ha 55 anni e pesa 110 kg per poco più di un metro e settanta. Ha la terza media e fa il manovale con mio zio, dopo aver fatto il rappresentante farmaceutico e dopo aver gestito un'attività per più di dieci anni. Non è un premio nobel, ma le ricette che si inventa sono strepitose e sa fare di tutto con tutto (chi se lo scorda il cavallo di legno che mi ha fatto quando avevo 10 anni?) Non mi ha regalato una pelle bronzina, nè capelli biondi ne un'altezza esagerata. Al contrario, sono piccola e bianca. E quando prendo il sole mi scotto facile e divento rossa. Ma ho gli occhi verdi, una buona educazione e so fare di tutto con tutto. Non so cucinare ma ho il suo stesso buonumore e la sua stessa generosità. Mi sembra proprio che non ci sia paragone. Perciò sono davvero contenta che mia madre sia rimasta fedele all'unico uomo della sua vita. in fin dei conti stanno insieme da 30 anni. E in fondo (molto in fondo,ma comunque in fondo) non sono venuta poi così malaccio.
A volte è difficile capire e farsi capire. E' difficile rimanere nella tua zona di confine e non giudicare. E' difficile prendere una decisione, fare una scelta. E' difficile decidere come comportarsi. A volte ogni cosa che fai o che pensi è difficile.Troppo spesso avrei voglia di cacciare la testa sotto la sabbia, o di fuggire via (magari dopo un vaffanculo generico grosso così) o immaginare risposte cazzute da sfettucciare sulla bocca di imbecilli. Purtroppo appartengo alla categoria dei rimurginatori dolenti, coloro (casta castigata e clara) che si fanno rodere il fegato pensando e pensando e che, dopo pause assolutamente cretine, fanno marcia indietro...magari dopo un vaffanculo generico, che però non dicono; pensano e basta. Bene, questo aspetto di me è davvero snervante. E non perchè non sia una ragazza sincera: spesso e volentieri mi perdo a pensare alle cose e al modo migliore di dirle. Perché anche quando mi fanno incazzare da Dio, cerco sempre di trovare parole, atteggiamenti ed altro ancora che non possano offendere o ferire.
Last night I dreamed
That you were losing sleep
Last night I cried
Over you

Questa canzone è di un gruppo semisconosciuto chiamato Actionslacks. Una volta un mio amico mi fece un cd e in questo cd c'èra questa canzone dolcissima e molto triste. Il cd poi a forza di girare si è rovinato e questa canzone l'ho persa.
Ieri sera pensavo a questa canzone. Non riuscivo a prendere sonno e non per l'esame che oggi mi aspetta. No. Piangevo per me e a volte (ma solo a volte) è molto liberatorio. Insomma ti sfoghi. Mi sembra di essere scissa in due parti, come Peter Pan con la sua ombra. Solo che la mia ombra coincide con la mia parte buona, e di solito rimane a Civitavecchia. Così il più delle volte rimango incompleta a cercare di capire quale parte di me sia quella giusta e il più delle volte non ci riesco.
Ho tanto difetti, ma sicuramente so quello che non sono: una ragazza cattiva (nel senso blando del termine, ovvio). Non riuscirei ad essere cattiva nemmeno se lo volessi. Se mai qualche volta lo sono stata, allora non me ne sono accorta. Ma non sono tipa da battutine velenose (le mie battute vertono quasi sempre su me stessa e fanno ridere solo me) o da pezzacci senza motivo (e perché poi? cosa me ne verrebbe?). Nessuno ha mai parlato di me come di una ragazza cattiva. Forse sbrocchetta. Forse strana. La mia sensibilità fa si che le persone mi feriscano con un niente. Ma cattiva, questo mai. E allora come mai fa così male? Perché fa così male non riuscire a capire il motivo, il senso del proprio disagio? E' come se vivessi in una boccia per pesci rossi ad osservare gli altri e prendere coscienza della mia diversità. E penso, e mi dico: "questo non è il mio mondo, questo non è il mio mondo". E sembra quasi una litania, tante sono le volte che me lo ripeto. E ci ho provato. Dio, morire se ci ho provato. Poi un giorno, basta. Non ce la fai più, perché non capisci. E' il tuo momento di rottura, senti un crack bello secco. Perché non c'è un motivo. Perché tu ci hai provato. Ma questo sembra non bastare mai. Quindi nessuno mi venisse a dire che non mi sono mai messa in gioco; non so davvero come potrei reagire.
Anna. Lei c'è. sempre e comunque. Anna è l'amica dei telefilm, quella che puoi chiamare alle 2 di notte per dirle che hai un unghia incarnita; l'unica che si può permettere di riprendermi senza prima sedarmi; l'unica che forse ha capito come sono fatta e che mi prende per come sono fatta, con molta pazienza e due pinze grosse così. E' una cosa incredibile, ma questa ragazza sorride sempre. Si occupa molto poco di se stessa, ma si da molto agli altri. E' indipendente, determinata e umile. Anna per me è il mese di Maggio, quel periodo verde in cui tutto deve ancora esplodere, in cui i cieli riescono a raggiungere quella gradazione di indefinito. Di Anna sono le serate al karaoke con sottofondo Maracaibo perché sa che è l'unica canzone che accetto di cantare. Sono di Anna i giri per i negozi di scarpe e le pile di scatole che fa cascare a desta e a sinistra.
Sono di Anna le risate spontanee e improvvise e i capelli ricci ricci e neri che profumano di mari caraibici. Con Anna ho scoperto che la telepatia non appartiene solo ai programmi di Piero Angela o di Corrado Augias o di Voyager. Con Anna ho saggiato il piacere del condividere e del parlare per ore e ore di cose ora stupide ora importanti. Con Anna ho sperimentato per la prima volta la paura di deludere una persona che sai come un'altra variopinta e sfaccettata parte di te.
Credo che sarà finalmente estate solo quando tornerà Jessica; anche se non ci siamo sentite granchè, mi è mancata molto. Un'estate senza Jessica equivale sicuramente a meno incazzature da cirrosi epatica, essendo questa deliziosa bambolina campionessa europea di pezzacci (alcuni veramente d'annata); allo stesso tempo però non sarebbe estate. Jessica è l'estate. Associo a lei le cicale sui tigli,le passeggiate al pirgo, la frutta a pallini, le scarpe aperte (con tacco rigorosamente oltre i 10 cm), il caldo, le sdraio e gli ombrelloni. Associo a lei le vacanze, il gusto di mordere un'albicocca ancora acerba, fichi col prosciutto, ghiaccioli al limone e red bull all'altra isola. Associo a lei i ragazzi carini e i sorrisi complici che solo tre amiche con lo spinotto attaccato riescono a codificare. Peculiari di Jessica sono anche i pizzichi che ti molla quando hai detto qualcosa che non dovevi assolutamente dire. Anche adesso che sono sulla mia scrivania e ascolto le cicale e per la strada non passa nessuno e so che appena qualche metro più avanti c'è il mare... ecco non posso non pensare a Jessica.