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lunedì 21 marzo 2011

21/03

Verso le sette ho aperto gli occhi. Anzi no,credo fosse anche prima delle sette. E ho realizzato quanto stava accadendo e ho provato un dolore fortissimo. E' vero che i cuori si possono spezzare. Il dolore ha pulsato sordo per qualche secondo. Ed io,ancora stravolta dal sonno, non riuscivo a pensare. La lucidità non è di questo mondo.

domenica 20 marzo 2011

Decisamente fuori pasto

Le M&M's sono micidiali per il mio stomaco; o mi intoppano fino a farmi fisicamente male o mi fanno allergia. Non ho ancora capito cosa in effetti delle M&M's sia il vero problema. Forse entrambe le cose. Sta di fatto che adesso mi sento malissimo e nonostante tutto mi tocca cenare. Carne da avanzi di ieri. Chi lo ha detto che gli avanzi sono appetitosi? Ma forse sono io che in questo momento rifiuterei a priori qualsiasi commestibilità.
Stasera si torna a casa. Ho una valigia enorme, una borsa da viaggio e la mia eastpak da università. Domani si ricomincia. Fuori dalla mattina fino alla sera. Ma forse mi farà bene,farà sicuramente bene. Annienterò tutte quelle stronzatelle che mi passano per il cervello. E tornerò allo studio a tempo pieno. Sono e continuerò ad essere positiva. In realtà non ho moltissima voglia di tornare a casa. Mamma sta sempre così giù. Mi sforzo molto per essere gentile,per trattare tutti bene, per essere sempre allegra. Ma dentro vorrei urlare a squarciagola tutto il mio malessere. Ho anche io i miei cavolo di problemi e non posso parlarne. Ci sono questioni irrisolte che non riesco a mandare giù. Malgrado tutti i passi avanti fatti,malgrado le decisioni prese. Malgrado adesso ci siano più giorni in cui sto bene. Ma poi che significa "sto bene"? E' la risposta standard,così vuota,così priva di vero significato. "Come stai?" "Tutto bene" e magari ti è appena morto il pesce rosso, sei stato licenziato o ti è andato a pesca un esame. Parliamo per frasi fatte. Ma è anche vero che non possiamo vomitare sulle scarpe degli altri tutte le nostre merde. No,la verità è che anche io spesso e volentieri parlo per frasi fatte. Ci hanno tirato su a frasi fatte. Plasmon e convenzione, formaggino Mio e circostanza.
A proposito. Io non ho ancora capito un cazzo di me. Ma giuro,lo giuro che vorrei capire come sono fatta. Lo giuro.

20/03

Oggi siamo a marzo ma è come se una parte di me fosse rimasta a gennaio. O a febbraio. Insomma,ai mesi più brutti. Perchè fuori il cielo ha il colore del piombo e anche se non fa realmente freddo, io un po' di freddo lo sento. C'è una nuova guerra. Gheddafi ha sbroccato,anzi no. Chi ha sbroccato è stato il popolo e lui da bravo generale dittator-fuhreriano ha dato il via alla repressione. Ci faranno dei film credo. Una volta che tutto questo sarà finito. Ma chissà quando. Ieri hanno dato il via al raid di massa,Francia,Gran Bretagna e indovinate un po', l'America di Osama. Noi,per ora, fungiamo da cavalier serventi. Il nostro ruolo dalla grande guerra in poi, e chi ce lo toglie? Ce lo teniamo bello stretto. Ma intanto Gheddafi ha deciso che siamo comunque degli sporchi traditori e quindi saremo spazzati via da non ho capito bene cosa. Ci sono molte cose che non ho ben capito. La verità è che ho paura. Sono una credulona,mi sto fissando con questa cosa del 2012. E quindi tutto mi sembra un specie di supercazzola di avvertimento. Una sorta di bruttissima calma prima della tempesta. Eppure qui la vita continua. Se non ci fossero le cazzate della tv a distrarci. Ma noi ci lasciamo distrarre facile. Io per esempio mi lascio tentare dalla wii. Che cazzo, fa dei giochi così allettanti. Come se con tutto questo macello a pochi passi da noi, pensare ad un futuro "normale" fosse ancora possibile. Come cambierà la vita? Come nei film stranieri, in un'agonia di lamenti e ricordi? Raccontando il prima e il dopo? Odio i film sul dopoguerra e quelli sulla guerra,dove noi italiano calziamo stracci e zoccoli. O divise nere.
Eppure agli oscar vanno sempre questi film in gara. Come se tutto il nostro passato fosse lì,fermo alla seconda guerra mondiale.
No,non so davvero come andrà a finire. Però intanto io continuo a vivere tipo bolla di vetro,come una balena che ogni tanto sale in superficie e poi si inabissa di nuovo. Penso ai vestiti, alle scarpe, a quando potrò tornare a Todi, a Roma, a come migliorare il mio aspetto fisico. Ecco, manco sto più studiando. E intanto invidio voi, belle bamboline. Voi che avete ancora quella ottusità intellettuale che fa pendant con i vostri jeans superattillati. I vostri sorrisi da mordiquellabellamelaverdestaifacendopubblicitàallamentadent. Ecco. Quanto darei per essere così easy. Così cheap and chic. Adesso, forse, sarei a comprarmi un top scollato da H&M.

mercoledì 5 maggio 2010

1/05

Fabrizio dorme. Qui tutto è tranquillo,fuori si sente la vita dopo l'inverno (e la nuvola del vulcano islandese). Oggi farei a meno di tutto,del sole,della giornata,degli amici e dei parenti. Farei a meno persino delle fragole con la panna. Oggi vorrei evitare qualsiasi cosa,di parlare soprattutto. E di sorridere. Mi rendo conto di quanto sia egoista,ma oggi per l'appunto è così. Potrei lagnarmi sul fatto di non avere niente da fare ma poi penso a quanto riuscirei scostante e allora credo che sia meglio così. Il problema è che mi sento appesantita,logorata,consumata. Il problema è che non riesco a trovare decente neppure questo mese che pure ho aspettato tanto. Il problema è che mi divora una insoddisfazione che non trova nome,perchè forse non ha nome e magari non deve averne. Mi sono buttata tutta sullo studio e ho cercato di portare avanti quante più cose. E ora mi trovo qui,seduta sul letto, e il non fare niente mi angoscia.Ma il dovere fare qualcosa mi urta. Sono un pendolo. Aiutatemi a fermarmi in un punto.
Ma in fin dei conti amore

Ma in fin dei conti,amore,come ho potuto essere così cieca?come ho potuto dubitare di te?I tuoi occhi accendono un temporale in piena estate, e la tua pelle è setificata sulla mia lingua. Se l'arco della mia esistenza non fosse così stupidamente riempito da vuoti di cose da fare,guardarti e saggiarti sarebbe tutt'uno. Chiedo unicamente a Dio il favore di vederci invecchiare insieme: che tu possa ed io possa continuare a guardare le nostre rughe moltiplicarsi,la vista abbassarsi,i capelli diventare bianchi. Possa la tua schiena incurvarsi più velocemente della mia. Perchè sarà come fare l'amore nel buio poterti offrire il braccio e scendere insieme "almeno un milione di scale".
Aspetti snervanti del mio carattere II

Io ho un carattere del cazzo. Siccome che ho un carattere del cazzo sono giustificata in tutti i miei modi di fare anche quando questi sono tali da rasentare la maleducazione. E' giusto?Io credo di no. Io credo che si debba prendere atto del proprio carattere del cazzo e cercare di farsi capire,d'accordo, ma anche di capire. Io non credo sia giusta l'asserzione "io sono così,prendere o lasciare" perchè implica una tale mancanza di voglia di crescere e di migliorarsi da rendere il soggetto in questione nulla di molto diverso da un piccolo Mahmud Ahmadinejad.
Il rispetto degli altri,capire le esigenze degli altri e le piccole cose che da queste esigenze derivano è anche e soprattutto il modo di mandare avanti una vita all'insegna della civiltà e della reciproca convivenza. Essere sicuri di ciò che si è e (di conseguenza) di ciò che si vuole, va benissimo ma ogni tanto dosare la propria insulsaggine/maleducazione non sarebbe affatto male. Dare per scontato che le persone più vicine a noi siano sempre lì pronte a capirci,a fare spallucce,perchè intanto appunto conoscono i nostri lati più beceri, è un errore, e anche bello grosso. Perchè poi magari si stufano. Ovviamente a noi la cosa può anche non tangere,non più del dovuto magari. Però prima o poi uno scotto si paga. Sempre.
4/04

E' inutile,ci saranno sempre quei maledetti momenti in cui continuerò a sentirmi di troppo. Sempre. Me ne accorgo quando il mio cuore diventa più recettivo,più assillante. Quando le cose più stupide sono campanelli d'allarme. Non ho mai preteso l'esclusiva,ma neanche essere fatta fuori mi piace. Ed il punto è che spesso tagliata fuori mi ci sento. D'accordo. La colpa è mia. Quando non sono chiamata. Quando sono data per scontata. Quando si pensa che accetto di tutto e non si capisce che a volte anche io posso farmi male e rimanerci male. Penso sempre che le reazioni sarebbero diverse a seconda della persona. Ma la colpa è mia e me la carico tutta sulle spalle. Perchè a volte,diventare improvvisamente indifferenti, è il primo passo per far vedere che la tua schiena non è di legno. Ma dentro io continuo a sentire un uragano.