Faccio il punto della situazione:sono le 10:00 della mattina,sono sola in casa e siccome il silenzio mi inquieta, la televisione è accesa (su italia 1 fanno l'A-team). Mi sono svegliata dopo una serie di sogni strani,dove in un'atmosfera rarefatta e surreale, a casa di Ben-Hur, abbiamo festeggiato il compleanno di un mio ex compagno di liceo. Mha. Comunque lo svegliarsi assai presto la mattina e stentare a prendere sonno la sera (specie se dormi in un letto non tuo) qualche lato positivo lo ha:per esempio puoi fermarti a riflettere su delle cose. Di queste riflessioni che ho fatto mentre scivolavo fra le braccia di Morfeo,voglio rendere partecipe chiunque leggerà questa nota. Tizio e Caio. Ci ho litigato. Forse loro non lo sanno,ma io si. Lo sappiamo io,le mie amiche e il mio ragazzo. E mi sono ripromessa di non rivolgergli più la parola. Perchè? Chiederlo è lecito:si sono comportati male. A mio giudizio,certo. L'amicizia è una cosa strana. Uno si prende la briga di comportarsi sempre bene (o almeno di arrischiarsi) e nessuno ci fa caso. E quando dico nessuno intendo nessuno. Come se fosse normale che la gente avesse di questi comportamenti. Come se fosse normale che dopo anni e anni che uno si conosce, che da conoscente passa ad "amico", un Tizio dimentica, un Tizio da per scontato che, un Tizio fa lo scaricabarile, un Caio non corre dietro a nessuno,perchè chi c'è c'è, e tutto quello che si ottiene è solo un'alzata di spalle,un "me ne ricorderò". Si,alla prossima puntata. Ti ci rode. E molto. E non capisci come cazzo fanno gli altri a fare spallucce. Avessero un tic? Se non altro sarebbero giustificati. Invece la cosa (che evidentemente non è ritenuta così grave e forse è davvero così) viene ovattata da un silenzio che è ancora più opprimente di quello che ho trovato stamattina appena aperti gli occhi. Ma ancora più opprimente è constatare che poi alla fine ci si comporta come se nulla fosse successo. E che quindi la coerenza di mantenere ferma la propria convinzione diventa una sorta di bischerata di cui magari parlare pure male. E quindi ecco che qualche dubbio fa capolino. Sono io che me la prendo troppo? Meglio di me vive Ben-Hur che accetta gli altri e le loro stranezze e i loro comportamenti che spesso lo escludono con un sorriso e un'alzata di spalle? Forse si. Sempronio. Rapporti sempre civili. Si opera. Lo si contatta per comunicargli l'idea di una visita. A mio avviso una cosa molto carina,considerato che in fin dei conti non è mio amico (in fin dei conti,io non sono conosciuta/considerata come "Ester" in quanto persona a se' stante e quindi - udite udite - dotata di una propria autonomia e personalità, ma come la ragazza di Ben-Hur; e facciamo pure finta che in fin dei conti ci possa stare). La cosa che non ho trovato carina è stata il modo di reagire di Sempronio,sparando una serie di cazzate sul fatto che uno bisogna che le cose se le senta dal cuore,che non bisogna farle per dovere eccetera eccetera e che sinceramente,anche volendo accogliere un suggerimento smorzapolemiche da parte di Quinto Arrio (e che cioè fosse un discorso in generale,)in quel momento non c'entrava proprio un cazzo. Da dire e da scrivere,specie se fino a quel momento non c'era stato nulla nei rapporti che giustificasse quella mirabolante torre di Babele di cazzate sul valore dell'amicizia. Non da uno come Sempronio comunque. Anche qui,come reagire?Io ci sono rimasta maluccio. Ma basterà? Dovrò anche qui inventarmi una dignitosa condotta o lasciarmi conquistare dal tic "fare spallucce" e fare finta di niente e comportarmi come se non fosse successo niente? Io,nata con la presuntuosa ambizione di rompere le palle al mio prossimo pur di non venire meno a quelli che considero i miei sacrosanti principi, con la falsità e l'incoerenza proprio non mi ci trovo. Però se invece di falsità e incoerenza parlassimo di "fare buon viso a cattivo gioco" forse un pensierino potrei farlo. Forse. Ma forse no.

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