Qualche mattina mi capita di svegliarmi all'improvviso, di guardarmi intorno e di ributtarmi fra le lenzuola con un colpo secco,ma malinconica e senza più sonno. Chissà come mai. Forse qualche volta sarà stato dovuto ad un sogno fatto e poi rimosso, ma di cui mi è rimasto dentro il sentore,una percezione lontanissima e vaga. Di certi sogni mi ricordo invece qualche cosa di più, come gli ulivi e un vento fresco e un cielo così azzurro da fare male agli occhi. Il risveglio è quasi traumatico. Lo è di più quando ti rendi conto che ti manca qualcosa, qualcuno. E tu lo cerchi e sai anche dov'è ma non puoi farci niente. Rimani a guardare il soffitto e ti chiedì se prima o poi ci sarà un non so che che cambierà le cose. O ti auguri che la prima a cambiare sarai proprio tu. E' solo una speranza, che ha lo stesso sapore dei sogni. Mandi giù la saliva e succhi bene la lingua, alla ricerca di quel gusto ormai andato. Ma tu lo vagheggi lo stesso. Perché in certi risvegli è l'unica cosa che puoi fare davvero.

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