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mercoledì 5 maggio 2010

Sembriamo una di quelle vecchie coppie stanche

Sembriamo una di quelle vecchie coppie stanche,
che si sono tenute per mano da quando Dio ha pisciato sul mondo.
Non abbiamo idea del perché proprio a noi,del perchè voglio dire,
sia successo che a forza di guardarci vivere ci siamo come consumati,
sai, come una di quelle vecchie candele che si tirano fuori quando va via la luce.
Eppure una volta pensavo che le tue mani reggessero il mondo e che i tuoi denti
fossero un'arma bellica di proporzioni mondiali.
Erano morsi.
Ed io ti stavo a guardare e intanto cominciavano le guerre e poi
finivano e ricominciavano ancora.
La verità è che siamo nati già rugosi,noi due,venuti al mondo
per scontrarci ed amarci e ed avere da ridire e spezzare una ad una le matite.
La verità è che siamo partiti già vinti,già stanchi,sapevamo tutto ancora prima
che tu mi succhiassi il labbro,ancora prima che io ti graffiassi la schiena.
Sembriamo ora proprio una di quelle vecchie coppie stanche,
gli anni di mia madre più gli anni di tuo padre,due irriducibili pezzenti che
vanno in giro per l'ultimo cicchetto di sigaretta o per un posto in mezzo ai cespugli
dove nessuno ha ancora pisciato.
A me fanno male le scarpe e la schiena e mi sento un rottame.
Seguirti non ce la faccio amore.
E così, sembriamo una di quelle vecchie coppie stanche,
gli anni di tuo padre più gli anni di mia madre.
Ma una volta tu reggevi il mondo e sulle mie labbra si combatteva una guerra.
Usciamo per un ultimo giro,a farci un cicchetto.
Ma a me fanno male le scarpe.

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