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mercoledì 5 maggio 2010

Il treno ha fischiato

Avrò modo di rifarmi se finirà tutto. Potrò essere diversa senza di te. Potrò tornare a come quando ci siamo conosciuti,una ragazzina. Forse lo sono rimasta ragazzina,sai,la stessa che portava la 26 e che non mangiava nulla e che pensava che tu fossi uno stronzo che le avrebbe immancabilmente spezzato il cuore. Lo pensavo soprattutto quando i nostri baci bruciavano e facevano sanguinare gli angoli della bocca,quando le mani dovevano essere fermate e pure fermarle era odioso,era ingiusto,era incivile,era peccato. Si,era peccato e non fu peccato amarci come disperazione,come urla rabbiose,come spinte. Non fu peccato cercarci e brancolare nell'ansia,essere ciechi,essere sordi,essere come nati di nuovo ed imparare tutto di nuovo. Erano mani,bruciavano,tormentavano,erano chiod,i erano martelli sulle mie orecchie. La memoria si prende gioco di noi,è come un finestrino abbassato,un vecchio sporco finestrino di un vecchio sporco treno,dal quale ci si può solo affacciare e salutare. Tutto scorre all'indietro,una volta che il treno ha fischiato.

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